Edito
 
Koln ore nove-zero-cinque

Intermot - Day One.

Lo scanner legge il pass eppoi fa biiiiip.

Il segnale del consenso è acuto e fatidioso.

Calpesto la moquette della sala stampa (pressezentrum) che ho già fatto giornata.

Tre e 45 il wake up call perchè il primo volo Air German parte presto la mattina.

Milano-Dusseldorf: 80 minuti tra le nuvole. Poi Dusseldorf-Colonia (un’ora scarsa) ancora con la testa tra i nuvoloni perché l’auto è comoda, accogliente: la taxi terapia che concilia il sonno.

Ordine, razionalità, rigore che si legge in ogni dove. Intermot la percepisco così anche se sono a Colonia da soli cinque minuti. Piacevole risveglio.

E’ la giornata riservata a stampa ed addetti ai lavori e tra i padiglioni ci trovi stampa ed addetti ai lavori. Strano? Sì, perché nelle fiere non va sempre così.

L’espresso, una rarità, e allora mandi giù un filter cofee da un quarto di litro. Roba imbevibile (qui da noi) che schiacci in gola per provare a vincere il torpore.

Il calendario premia Colonia. Eicma arriverà dopo… ma solo per l’agenda.

I convenevoli BMW passano per tre grandi novità: R1200R “rivoluzionata”, 1200 RS “semicarenata”, S1000RR “bombardata”. In mezzo tante special e Nine-t reintepretate. Come quella di copertina.

Intermot in sintesi la trovate in queste pagine. Milano godetevela “liv

 
EFFETTI COLLATERALI

Non credo che il mio sia un problema riconducibile allo sviluppo laterale del motore boxer. E non so nemmeno se sia per via del poco trascurabile ingombro delle valigie. Mi muovo in moto e sto in coda come se guidassi una Hummer H1. Ed è una grande seccatura perché il manubrio al posto del volante è anche e soprattutto l’opportunità di fare cose che l’auto non può: del resto due ruote in meno significheranno qualcosa?
Eppure non è sempre vero che, hai la moto, ed allora ti sbrighi svelto nel traffico metropolitano dribblando all’occorrenza interminabili file di auto.

Le ragioni? Tante, troppe, ma che sulle arterie mai come oggi congestionate, pesi l’atteggiamento indisponente dell’automobilista perlopiù distratto dal device (devaiss…) che nella stragrande maggioranza dei casi è un  evolutissimo smartphone di ultima generazione, è un dato di fatto accertato.

Via Fulvio Testi e/o Zara, intese come ponte di collegamento per chi arriva dal nord di Milano. Parlo del tratto di strada che percorro mattina e sera ma credo che ognuno di voi abbia la sua Fulvio Testi da portare ad esempio.

La reattività pachidermica al semaforo che cambia colore innesca mostruose colonne di auto che procedono come lumache al passo del pedone. Scatta il verde e non si parte mai perché è ormai diffusa l’usanza che per rendere meno monotono il tempo d’attesa, si svolgano le più disparate attività sullo schermo touch.

La telefonata di piacere-lavoro-necessità è ormai andata in disuso. Da quando l’apparecchio si chiama smart o “aifon” anche la vita dell’automobilista (pendalore e non) è radicalmente cambiata.

L’sms da un tot di caratteri è ormai non usa più, oggi il telefono è soprattutto “social”, multimedialità, gaming e tutto ciò che ne consegue.

La testa china, il ditino che scivola sul display superetina da “enne” pollici e tre quarti, e avanti con le chat con il gioco o con la app. E se il semaforo da rosso diventa verde ecchissenefrega. Leggo, scrivo, e per quel che posso gestisco le distrazioni trascurando un aspetto fondamentale: quello della guida del veicolo…

Leggo e scrivo con degli occhiali (presbiopia), guido con degli altri (miopia…). Sì, ho visto anche questo: in alcuni casi si rende necessario la sostituzione degli occhiali prima dello stacco della frizione. Dai lo avete visto anche voi.

L’importanza che il telefono ha raggiunto nel nostro quotidiano per certi aspetti è preoccupante. La totale dipendenza verso quell’oggetto sta alla base del diffuso rallentamento di quelle attività cerebrali che gestiscono lo start. Almeno credo… Non ch’io voglia vedere gare d’auto per le strade della città, ma basterebbe un più morigerato utilizzo di quell’onnipresente gadget. Che ha poi anche l’importante funzione miorilassante. Provate a riflettere. Vedete più gente indiavolata perché passa più tempo in automobile che con la famiglia? No, perché tanto si twitta, si ciatta, si posta.  

 

Nota di servizio.

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Meno di cinquanta caratteri (spazi inclusi) per rispondere alle tante domande che in questi mesi avete inviato in redazione.

Ma quando ci si può abbonare? La domanda ricorrente ora ha una risposta.

In sintesi: leggere la colonna di pagina 130 per avere indicazioni su quelle che sono le modalità per ricevere comodamente nel salotto di casa il vostro fascicolo di AboutBMW.
Edoardo Pacini
 
[numero 3 - novembre-dicembre 2014
 
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